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Il territorio comunale

Castagneto Po è un Comune di 1.750 abitanti situato a circa 25 Km a nord-est di Torino, sulla Collina Torinese a sud del fiume Po. Il Comune è formato da un centro, il Capoluogo, posto sul versante meridionale della collina ad un’altitudine di 473 m e da numerose altre borgate sparse sul territorio circostante in posizioni ed altitudini alquanto differenti; tra queste le principali sono San Genesio (352 m) sul versante orientale, Cimenasco (407 m) sul versante occidentale, Ossoli (497 m), Soliti (m) e Negri (507 m) sulla cresta sommitale del rilievo. Altri gruppi di case e cascine sono presenti sia nell’area di pianura ai piedi del versante settentrionale della collina (Baraccone, Galleani), che sul versante meridionale digradante verso Casalborgone (Serra, Tamagni, Vogliotti, Villanuova e Coste). Di particolare interesse nel Comune è la chiesa di San Genesio (ricostruita agli inizi del 1900, conserva un interessante campanile romanico che risale al 1000); questo luogo ameno è la frazione più importante di Castagneto Po ed è famosa non solo per la bella chiesa romanica dedicata ai Santi Genesio, ma anche per le proprietà terapeutiche del “Regio Fonte”, ora temporaneamente chiusa, che si trova nei suoi pressi e da cui sgorga un’acqua salso-bromo-solforosa ottima contro le sofferenze gastro-epatiche. San Genesio è anche agevolmente raggiungibile a piedi in 40 minuti circa da Chivasso. I resoconti storici segnalano l’esistenza del paese fin dal XI secolo, prima come proprietà dell’abbazia di Fruttuaria di San Benigno Canavese, poi del Marchesato del Monferrato, ed in seguito come dominio dei Savoia. E’ probabile che l’insediamento più antico si sia sviluppato nella località di San Genesio, intorno alla chiesa romanica ancora oggi esistente. Degli eventi inerenti lo storico assedio di Torino, nel 1705-1706, quando fu per lungo tempo occupato dalle truppe sabaude in guerra contro l’esercito francese, sono disponibili documenti scritti, tramite i quali è possibile ricostruire le difficoltà che la popolazione contadina locale incontrò nel convivere con migliaia di soldati: il territorio venne sconvolto a causa dello scavo di trincee ed alla costruzione di opere difensive, e molti furono i beni requisiti, come animali, legna e commestibili. Nell’inverno del 1705 tra Castagneto e Chivasso si assestò la linea difensiva contro l’avanzata dell’esercito francese che intendeva assediare Torino; in quell’occasione il paese fu completamente distrutto, per motivi strategici, su ordine dello Stato Maggiore Sabaudo, al fine di rallentare l’avanzata francese (che giunse infatti a Torino solo l’anno successivo). In seguito il paese tornò ad essere un tranquillo borgo agricolo, nel quale trovarono dimora anche importanti esponenti della nobiltà e della politica del regno sabaudo. L’ultima importante evoluzione è avvenuta in questi ultimi decenni, durante i quali la popolazione dedita all’agricoltura, è pressoché scomparsa ed il paese si è trasformato in un centro residenziale e di villeggiatura, grazie alle note qualità paesaggistiche e climatiche, ed alla vicinanza alla città di Torino. Particolare interesse ha suscitato la creazione della Riserva Naturale speciale del Bosco del Vaj, riserva di tipo botanico istituita nel 1978 con lo scopo primario di tutelare l’esistenza del faggio (Fagus sylvatica), specie che qui sopravvive come “relitto glaciale” a quote insolitamente basse. Nel Capoluogo è da notare la chiesa parrocchiale di San Pietro Apostolo, costruita in stile neoclassico verso la metà del XIX secolo su di una preesistente costruzione, probabilmente del XIII secolo; al suo interno è possibile ammirare una bella volta dipinta, un’imponente pala d’altare ed un organo a canne ottocentesco. Sul territorio sono inoltre presenti alcuni esempi di residenze nobiliari circondate da grandi parchi, ricchi di piante secolari, quali villa Ceriana, edificata nel XVIII secolo in stile barocco, e villa Revel, edificio ottocentesco costruito in stile neo-palladiano.