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25/04/2019 - 25/04/2019

Giovedì 25 aprile 2019


Giovedì 25 aprile 2019


Porto il saluto del Sindaco Giorgio Bertotto che sostituisco in questa importante ricorrenza.

Oggi, 25 aprile 2019, ricorre il 74° anniversario della Liberazione. Liberazione dalla barbarie nazi-fascista che per decenni rese il nostro popolo insensibile alle atrocità che mano mano si andavano delineando con le leggi razziali e la deportazione nei lager nazisti.

Oggi tutto questo sembra lontano e la memoria stessa vacilla in chi non ha vissuto direttamente quei momenti di storia, una storia che ha segnato la perdita dei valori più alti dell’umanità.

Chi si rese responsabile delle atrocità viene oggi visto con uno sguardo diverso, quasi a giustificarne la buona fede, ma non vi è buona fede che tenga quando si chiudono gli occhi per non vedere quello che succede, proprio sotto i propri occhi: crudeltà, assassinio, deprivazione della dignità di esseri umani.

Parliamo di libertà, di futuro senza guerre per le nuove generazioni. Questo è stato negato a tanti giovani che presero le armi e si ribellarono a quello che ne avrebbe potuto determinare  la fine certa  in una spirale di violenza e sopraffazione.

Il loro futuro gli è stato negato, non hanno potuto vedere il risultato del proprio coraggio contro il sopruso.

A loro dobbiamo questa libertà. Ma quale libertà vogliamo oggi quando pensiamo di essere oppressi dal sistema, dalle leggi, dalla criminalità. In quale modo possiamo oggi sentirci liberi?

Abbattendo la paura del diverso, cercando di trovare le cose che ci accomunano sempre e mai guardando solo cosa ci divide.  Ogni volta che facciamo valere una supremazia ci stiamo avviando verso quello che oserei definire “Catastrofe sociale” in cui prevale l’odio e il rancore a caccia del colpevole.

Ma questo è un malessere che ci portiamo dentro perché abbiamo perso il senso dello stare insieme nel reciproco rispetto, nella inconsapevole ricerca di mantenere i nostri confini lontani da chi potrebbe contaminarci con idee nuove e magari farci cambiare.

Siamo così legati alla nostra identità che pensiamo sia da preservare all’infinito. E non ci accorgiamo che intorno a noi tutto cambia, tutto assume diverso significato e nonostante non si abbia il coraggio di ammetterlo, succede. E allora pensiamo che il cambiamento potrebbe toglierci quelle poche certezze a cui non vogliamo rinunciare.
Ma il mondo cambia.

E allora? Vogliamo dare un senso a questo sacrificio? Vogliamo dare un senso a questa società che con tanto dolore e fatica siamo riusciti a costruire? Che futuro ci aspettiamo? Il nostro futuro sarà una conquista se lo raggiungeremo insieme, aspettando anche chi non corre forte come noi, senza lasciare indietro nessuno. Non conta arrivare primi da soli, ma passo dopo passo, insieme!

La libertà diventa un vero valore quando vale per tutti. Abbiamo avuto la liberazione dall’oppressore, ma la scommessa più grande resta la libertà, la libertà di poter essere se stessi in una società di molti, dove le culture, gli stili di vita, si intrecciano e non conta più il colore o dove sei nato, ma conta il contributo personale che ognuno può dare  per la crescita comune.

Siamo alla fine di questo quinquennio. Colgo l’occasione  per ringraziare tutte le associazioni presenti alla commemorazione e che in questi anni hanno sempre sostenuto il ricordo di quest’evento e di tutti gli incontri istituzionali. In particolare ringrazio il gruppo ANA di Castagneto Po, presieduto dall’Ing. Piercarlo Poma  e Roberto Rossotto, che fino all’ultimo a cercato di mantenere l’Associazione Combattenti attiva. L’Associazione non c’è più, ma le sue bandiere sono custodite nella nostra Sala Consiliare a ricordo di quel passato. Un ulteriore ringraziamento va alla Banda Aurora, oggi non operativamente presente ma sempre vicina ad ogni ricorrenza.

Grazie e Buon 25 aprile!
                                                                                     Il Vicesindaco
                                                                             Prof.Giuseppe Rampulla